La missione e gli obiettivi educativi

Gli obiettivi di “DIMENSIONE BIMBO… per un’avventura di vita” sono molteplici:

• si vogliono supportare meglio le famiglie rispetto ad una carenza territoriale dei servizi per la prima infanzia
• si intende creare uno spazio diverso da quello familiare, in cui poter comunque sperimentare il benessere, l’amicizia, lo stare insieme positivo, creativo, generativo
• si vuole costruire un servizio capace di dare ai bambini la percezione che la loro avventura di vita può svolgersi fra due luoghi amabili: la casa e “la scuola”, dove il desiderio di stare e crescere con i coetanei può trovare riferimenti, sorprese, affetti e allegrie, anche per superare il disagio della separazione dalle figure genitoriali


• si ritiene di dover sottolineare che lo spazio di accoglienza è luogo di condivisione/partecipazione delle famiglie ai percorsi educativi e di relazione tra bambini e adulti
• si vuole costruire un luogo di formazione/educazione comune alla relazionalità positiva, creativa, generativa
• si vogliono avviare, seppur in forma sperimentale e con caratteri di qualità, i dettami della L. 53/2003, gli indirizzi della Legge Regionale 23 dicembre 2005, n. 23, unitamente ai requisiti contenuti nel regolamento di attuazione di detta legge regionale anche se ancora in fase di elaborazione, nonché nel rispetto dell’accordo-quadro del 14 giugno 2007 sulla promozione dell’offerta integrativa per i bambini e le bambine dai due ai tre anni.


OBIETTIVI EDUCATIVI
Al fine di offrire un servizio accogliente e di qualità si intende:

• mantenere l’attuale struttura educativa che si colloca tra il nido e la scuola dell’infanzia
• supportare le famiglie nella cura dei figli attraverso scelte educative di qualità
• curare la relazionalità positiva attraverso atteggiamenti e comportamenti affettivamente densi di significato
• orientare tutte le azioni educative allo sviluppo unitario, continuo e armonico della personalità dei piccoli nel rispetto delle loro identità
• garantire ai bambini e alle bambine la presenza di punti di riferimento chiari e fissi (l’educatrice e l’insegnante)
• coordinare, in un’ottica di condivisione, le proposte didattico/educative della scuola dell’infanzia con quelle delle famiglie, attraverso una didattica molto vicina a quella del nido
• creare il presupposto psicologico affinché i bambini di questa fascia di età possano vivere esperienze di socializzazione in un contesto educativo “unico” in cui possano avvalersi della molteplicità di stimoli offerti da un ambiente eterogeneo, perché ospita bambini tra i 12 e 48 mesi d’età
• strutturare percorsi di crescita che, attraverso modalità di scoperta, si sostanzino delle quattro declinazioni del termine sapere:
1. il sapere che, a partire da motivazioni e interessi, porti i bambini a percepirsi come autori che ragionano, scelgono, decidono, progettano e… si progettano
2. il fare che, in qualità di agire concreto, porti i bambini ad operare in modo creativo e divergente per poter sperimentare la realizzazione di associazioni, l’invenzione di soluzioni, la formulazione di ipotesi, la creazione di idee
3. l’essere come costruzione dell’identità personale nel rispetto delle diversità di attitudini e bisogni
4. il cooperare, la vera interazione tra bambini e bambini, espressione del desiderio di ascolto, di dialogo, di confronto tramite i quali ognuno può costruire se stesso


PROGETTO PEDAGOGICO “DA POCHI MESI A 1 ANNO”
a) Lo Spazio
La struttura dello spazio deve tenere presenti i bisogni primari di un bambino molto piccolo:

• l’assunzione di cibo e il bisogno di sonno
• il rifiuto di stimoli visivi e sonori eccessivi
• le posture che implicano in modo particolare lo spazio a terra (ovviamente in modo protetto)
• il bisogno di vivere all’aria aperta


b) Il Tempo
Nel rapporto con un bambino la cui età si conta in mesi, i tempi assumono ritmi particolarmente lenti.
Il cibo non è solo nutrimento e la sua assunzione può assumere, anche con l’educatrice il carattere “dialogico” con cui il bambino connota questo momento nel rapporto con la madre.
Le veglie e le pause del sonno determinano l’andamento della giornata, ma in ogni caso sono accompagnate da momenti di transizione (l’addormentamento, il risveglio, l’introduzione al gioco, il gioco, il nutrimento, la preparazione al ricongiungimento con i genitori ecc.).
L’uso del tempo, come abbiamo visto, si interseca fortemente con gli aspetti della relazione.


c) La relazione
Pur sottolineando il valore dei cosiddetti momenti di routines occorre evidenziare due ulteriori fattori che incidono sulla qualità della relazione: l’osservazione e il gioco.

Per quanto riguarda l’osservazione si sottolineano:

• Interesse per il mondo
• Capacità motorie
• Competenze sociali
• Indipendenza


Per il gioco si suggerisce l’utilizzo dei seguenti strumenti:

- Il cestino dei tesori
- Il gioco euristico
- I giochi sonori
- Le bottiglie sonore
- I peluches
- La scatola dei coperchietti
- Barattoli o scatole con fessure
- La scatola delle cartoline
- La valigetta dei foulards
- Libretto ad anelli con immagini
- Album porta fotografie
- Riviste
- Carte sonore (uova di pasqua)
- Sacchetti tattili
- Torri
- Lettura di libretti


d) Rapporto con i genitori
Quanto più il bambino è piccolo, tanto più va considerata la fiducia che i genitori investono verso una persona molto spesso, inizialmente, sconosciuta.
Andrà quindi tenuta molto alta l’attenzione all’ascolto e alla disponibilità a rispondere a tutte le loro domande.
L’inserimento seguirà la gradualità del crescere di questa fiducia e l’espressione di benessere del bambino.
I colloqui e la disponibilità a “qualche informazione in più”, che le madri desiderano avere, (accade sovente, ad esempio, che le mamme di un bambino molto piccolo, desiderino essere rassicurate durante il giorno, attraverso una telefonata, sull’andamento del distacco) potranno essere più frequenti.


PROGETTO PEDAGOGICO “DA 1 A 2 ANNI”

a) Lo spazio
Lo spazio a terra continua ad essere molto importante ma bisogna anche considerare che ora nello spazio il bambino si muove.
In una casa molto grande bisognerà individuare gli spazi accessibili, in una piccola, potenziare al massimo l’offerta. In ogni caso è l’adulto che decide in base alla sicurezza e ai bisogni del bambino, di quali spazi quest’ultimo può disporre.
In questa età gli spazi quali il bagno con le relative attrezzature, la cucina, la cameretta assumono la stessa importanza dell’angolo morbido o dello spazio più propriamente dedicato al gioco.

b) Il Tempo
Il “dammi tempo” a questa età, si estende oltre all’assunzione del cibo, al riposo, al gioco, anche a tutte le attività specifiche dell’autonomia nell’iniziale accudimento della propria persona.
Il desiderio di “misurarsi” con calze e scarpe, le abilità motorie che si affinano, la curiosità che esplode, il linguaggio che compare, rappresentano fattori che impegnano il tempo dell’adulto.
L’educatrice sa che a queste operazioni deve attribuire una grande dignità, perché dignitose sono agli occhi del bambino, fondamento della percezione del valore del proprio corpo e, quindi, del proprio “io”.

c) La Relazione
L’osservazione e il gioco continuano a rappresentare, oltre alla condivisione dell’accudimento, due canali privilegiati.

Per quanto riguarda l’osservazione si sottolineano:

• Dipendenza
• Senso di sé
• Linguaggio
• Gioco di finzione


Per il gioco si suggerisce l’utilizzo dei seguenti strumenti:

- Manipolare
- Travasare
- Infilare
- Incollare
- Colorare
- Didò
- Pasta sale


d) Rapporto con i genitori
Tra il primo e il secondo anno di vita un punto rilevante dello sviluppo è rappresentato dal progressivo accrescersi del desiderio di fare da sé attraverso la deambulazione, l’assunzione autonoma del cibo, l’esplorazione dello spazio. Desiderio che spesso porta con sé un marcato atteggiamento di opposizione.
È il periodo in cui è necessario stabilire alcune regole che possono riguardare gli orari, l’uso degli oggetti, ciò che è consentito e ciò che non lo è.
Questi temi diventano centrali nel rapporto con i genitori a partire dall’individuazione della differenza e della specificità tanto dei contesti (casa propria e casa dell’educatrice) e della diversa connotazione dei sentimenti.
E’ indispensabile affrontare questi temi attraverso una reciproca alleanza che concorra al comune obiettivo centrato sul benessere del bambino.


PROGETTO PEDAGOGICO “DA 2 A 3 ANNI”
a) Lo Spazio
Lo spazio della casa, a questa età, ha bisogno di ampliare e potenziare le proprie offerte.
Il “fare” degli adulti interessa molto i bambini di piccola età, per cui “trafficare in cucina”, riordinare il lettino, o dar da mangiare ad un piccolo animale diventano occasioni molto interessanti.
Bisogna tenerne conto, perché spesso è l’imitazione degli adulti ciò che maggiormente il bambino ricerca.
Tra i due e i tre anni l’interesse per il contesto si fa più preciso: quindi il panettiere, il fruttivendolo o il supermercato diventano vere e proprie “fucine” di apprendimento e elementi di sviluppo per l’identità.


b) Il Tempo
Il tempo si adegua a questo nuovo bisogno di esplorazione, l’attenzione dell’educatrice si concentra sulle nuove opportunità che la tappa di sviluppo offre. Occorre dare tempo alla condivisione delle azioni quotidiane: preparare e sparecchiare la tavola, sistemare insieme le zone di gioco, scegliere insieme ciò che si preferisce (la lettura o la costruzione di un castello), attribuire ai bambini alcune piccole responsabilità.


c) La relazione

Per quanto riguarda l’osservazione si sottolineano:

• L’immaginazione
• Le paure e le fobie
• Le relazioni con i pari

Per il gioco si suggerisce l’utilizzo dei seguenti strumenti:


- Travestimenti
- Cavallini
- Valigia
- Valigia del dottore
- Borsa della mamma
- Cestino dei borsellini
- Carte da gioco illustrate
- Carte sonore
- Burattini
- Scatoloni e cestoni
- Tunnel
- Palle di varie misure
- Canestro e bersaglio
- Percorsi motori
- Cucinetta
- Costruire i giochi dei nonni con i nonni
- “Ricordi antichi” le fiabe dei nonni



d) Rapporto con i genitori
In questo periodo è naturale che il rapporto con la famiglia prenda in considerazione gli elementi più appariscenti della crescita: lo sviluppo delle abilità e delle competenze, i primi dialoghi, i progetti per il futuro.

Con i genitori si possono concordare tempi e modi d’utilizzo degli spazi aperti delle scuole dell’infanzia individuando, per una prima embrionale familiarizzazione con la scuola nella quale i genitori iscriveranno il figlio.


FINALITÀ SOCIALE
Venire incontro alle famiglie prevedendo l'inserimento nelle struttura educativa e specificatamente nella sezione “Primavera” di almeno 15/18 bambini in fascia di età 24/36 mesi, con un orario base di almeno 6 ore, pur offrendo la possibilità di orario prolungato fino 8/9 ore, sulla base delle diverse esigenze delle singole utenze. Tutto ciò considerato che l’intero territorio comunale è privo di nidi d’infanzia comunali di fronte ad un potenziale di circa 500/600 utenti anno (nascono in media nel territorio di Capoterra circa 300 bambini all’anno).

Per garantire l’accoglienza dei bambini e delle bambine anticipatari secondo parametri qualitativamente
efficaci si intende sviluppare i seguenti interventi:

• Proposte didattiche vicine a quelle del nido, con attenzione precipua all’inserimento del bambino, al fine di garantire un’integrazione ‘soffice’, il più possibile serena e progressiva, che limiti al massimo le inevitabili lacerazioni connesse col brusco cambiamento del contesto di vita e che consideri ampiamente la gradualità dell’inserimento e la permanenza di un genitore durante le prime fasi di frequenza.
• Collaborazioni strette con le famiglie finalizzate a garantire la congruenza e l’omogeneità delle esperienze vissute dai bambini tra scuola e casa, attraverso colloqui, incontri informativi, percorsi di formazione.
• Integrazione delle linee progettuali con quelle più strettamente correlate all’organizzazione degli spazi:
- lo spazio-sezione come luogo di lavoro, manipolazione, sperimentazione e fusione dei linguaggi, una sorta di ‘animanoteca’, di laboratorio delle mani attraverso le quali comunicare, creare, scoprire, giocare, costruire;
- lo spazio-salone come luogo dell’organizzazione e dell’aggregazione libera e spontanea tale da permettere il delicato lavoro di osservazione adulto/educatore

L’accurata gestione degli spazi a disposizione consentirà di individuare luoghi per il gioco psicomotorio, per la narrazione/ascolto, per le costruzioni, per le attività di routine (servizi igienici, pranzo, sonno).